Michelangelo ragiona sul tema della Pietà per tutto l’arco della sua vita. Dagli esordi giovanili con la Pietà Vaticana, alla maturazione sul tema della morte e del sacrificio con la non finita Pietà Rondanini di Milano. Il tema nasce dal Vesperbild d’Oltralpe: la raffigurazione della Madonna che accoglie tra le braccia il corpo di Cristo morto. Un momento intimo e lontano dalle raffigurazioni di Compianto alle quali la pittura italiana ci ha abituati. 

Non sappiamo quale collocazione Michelangelo abbia pensato per la sua scultura, ritrovata nel suo studio romano a pochi giorni dalla morte nel febbraio 1564. Per molti anni è caduto l’oblio della critica su questa opera, chiamata Pietà Rondanini dal nome dei marchesi romani che la custodivano nella loro dimora.

Nel 1952, il Comune di Milano, insieme alla cittadinanza, nel pieno della ricostruzione post bellica, acquista l’opera di Michelangelo che entra a far parte del Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco, con l’allestimento dei BBPR. A più di sessant’anni dall’acquisizione, si sente la necessità di ripensare alla collocazione: l’ospedale Spagnolo del Castello di Milano è la scelta che più sembra adattarsi al profilo dell’ultima opera di Buonarroti. 

Michelangelo affronta il marmo fino a pochi giorni dalla morte: si notano alcuni ripensamenti in corso d’opera, lo spostamento e l’avvicinarsi delle due figure. La Madonna e il Cristo sono filiformi, il confine tra chi regge e chi è retto quasi si annulla, sono corpi molto lontani dalla potenza fisica della Cappella Sistina di Roma. Entrando nell’Ospedale Spagnolo, ripensato da Michele De Lucchi, il profilo curvato della Vergine e la dissoluzione delle forme si aprono davanti agli occhi del visitatore: il corpo di Cristo è creato dal marmo della madre, i volti sono vicini, quasi a formare un’unica forma. Michelangelo ci pone di fronte al dolore più alto, una intensa drammaticità emotiva ci porta a riflettere sul rapporto tra madre e figlio. La Pietà Rondanini trova nella nuova collocazione milanese lo spazio per esprimersi al meglio: l’anziano Michelangelo, attraverso la fusione dei corpi, crea con lo scalpello una nuova corporeità.