2 Maggio 2020

Arte Pubblica a Milano

Le piazze di Milano e i loro monumenti: un profilo unico e indistinguibile.
Milano è ricca di piazze che ospitano personaggi della storia e della letteratura, ma nell’ultimo Ventennio la città ci ha regalato i lavori di grandi artisti internazionali che hanno lasciato la loro firma a una città in continuo movimento. 

Conoscere l’arte pubblica di Milano dall’inizio del XXI secolo vuol dire camminare e avere un ottimo spirito di osservazione. Iniziamo con una definizione: con la denominazione di arte pubblica si indica una specifica modalità di presentazione e fruizione dell'arte che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città.


Inauguriamo il millennio con un’opera che tutti vediamo se passiamo da piazza Cadorna:  AGO FILO e NODO  di Claes Oldenburg e la moglie Coosje van Bruggen del 2000. La piazza Cadorna e la sua stazione sono state oggetto di restauro architettonico da parte di Gae Aulenti alla fine degli anni Novanta.  Oldenburg, artista svedese che vive da anni negli Stati Uniti, inizia la sua attività artistica nel filone della Pop Art con la ricerca sul consumismo: gli oggetti scelti non sono astratti, ma reali, sovradimensionati e colorati.

Per la piazza di Milano Cadorna l’idea è quella di relazionarsi con una rete urbana sempre in movimento. Il monumento in vetroresina parte dal concetto di treno che entra in una galleria sotterranea, come la metropolitana milanese che unisce idealmente due luoghi passando sottoterra. I colori, scelti quasi sempre dalla moglie Coosje, richiamano le prime linee metropolitane: rosso, giallo e verde.

Perché scegliere un ago e un filo? La metropolitana cuce la città, ma è  anche un omaggio al tema della moda, fiore dell’economia di Milano. La stazione di Cadorna è a pochi passi dal Castello Sforzesco, luogo simbolo della storia della città: l’ago e filo di Oldenburg si unisce al biscione sforzesco come blasone contemporaneo di Milano.

28 Aprile 2020

Raffaello e la Scuola di Atene

Il 2020 è l'anno delle celebrazioni di Raffaello Sanzio, non solo a Roma, patria d'adozione, ma in tutta Italia. Milano custodisce due importanti opere del maestro di Urbino: Pala Montefeltro alla Pinacoteca di Brera e il cartone preparatorio della Scuola di Atene alla Pinacoteca Ambrosiana. Due opere diverse che rappresentano al meglio il genio di Raffaello.

La Scuola di Atene è stata una delle prime commissioni ricevute a Roma dal giovane pittore, appena venticinquenne. La Stanza della Segnatura è un progetto impegnativo, in cui diverse forze concorrono alla realizzazione degli appartamenti di Papa Giulio II. La Stanza della Segnatura, con la Scuola di Atene, raccoglie  i grandi pensatori dell’umanità antica, i maestri dell'umano pensiero. Diversi umanisti della corte papale hanno collaborato alla scelta iconografica della stanza e una elaborazione così precisa fa intendere una totale adesione di Raffaello.

Il prezioso cartone della Pinacoteca Ambrosiana di Milano è un gioiello unico nel suo genere: esso costituisce il più grande rinascimentale pervenuto fino a oggi; l'opera venne realizzata assemblando 220 fogli, per una superficie totale di 8m x 3m.  Dopo un lungo e delicato restauro, il cartone è oggi visibile nel suo rinnovato allestimento, studiato dall'architetto Stefano Boeri per l’Ambrosiana di Milano.

Il cartone preparatorio di Raffaello Sanzio si discosta leggermente dalla soluzione finale ad affresco di Roma. Non sono infatti presenti le architetture e alcuni personaggi, tra cui l’autoritratto stesso del pittore. Platone, Aristotele, Pitagora: la storia della filosofia è qui presentata come summa e preambolo della pax divina. 

Emergono i tratti grafici di Raffaello, a carboncino e biacca, veloci, mai nervosi: precisi nel dare sostanza, in un esperto gioco di chiaroscuri e ombreggiature, a corpi vigorosamente plastici e, nonostante la monocromia, vivi da sembrare percorsi al loro interno da un’anima vibrante in un equilibrio perfetto tra idea e forma, grazia e realismo.

Trovarsi di fronte al cartone dell’Ambrosiana è un’esperienza unica, la matita di Raffaello sembra così reale che pare si possano toccare con mano i volti, i panneggi, persino le mani dei filosofi.

La grande maestria di Raffaello, visibile sia nei fogli di Milano che nell’affresco dei Palazzi Vaticani di Roma, è quella di rendere vivo e visibile il contenuto spirituale delle immagini.  

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